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alta cucina regionale cinese
高级区域中国菜

Chi siamo

Chi siamo

Bon Wei (bon in francese buono e wei in cinese gusto) sin dall’apertura nel 2010 propone una cucina fatta di ingredienti freschi e materie prime di qualità, filologicamente corretta e il più possibile “alta”, spogliata di falsi luoghi comuni, con il desiderio di far apprezzare agli italiani l’autentica cucina cinese. Ne sono i primi padroni di casa Yike Weng e Chiara Wang Pei.

Zhang Guoqing è lo chef executive, mentre il figlio Zhang Le, direttore del ristorante dal 2014, ne diventa socio nel 2017.

Nell’anno di EXPO, in collaborazione con la Fondazione Italia Cina e la sua Scuola di Formazione Permanente, Bon Wei studia un percorso culinario autentico per far conoscere attraverso 8 cene tematiche le più importanti cucine regionali cinesi, oggi confluite nella Carta delle Specialità Regionali, vanto del locale.

Chef ZHANG GUOQING

Orginario di Whenzhou, nella regione dello Zhejiang, chef Zhang nasce il 28 settembre 1957.

Sposato con Wu Yuehe, ha un figlio Zhang Le, divenuto direttore di Bon Wei dal 2014 , dal 2017 socio del ristorante insieme a Yike Weng e Chiara Wang Pei.

Arrivato in Italia nel 1989, lavora a Milano al Giardino di Giada e all’allora lussuoso Shanghai Club. Nel 1994 si trasferisce a Padova dove apre la prima Rosticceria cinese della città “9 DRAGO” che serve una sessantina di piatti da asporto della classica cucina cantonese, l’unica allora conosciuta in Italia. Una rosticceria tradizionale, arredata con le icone della Cina più folkloristica, lanterne rosse e draghi, ma una novità assoluta per Padova.

In Cina, ai tempi di Chef Zhang non si frequentavano scuole professionali di cucina – allora poco diffuse – ma si imparava sul campo, lavorando accanto a grandi chef. Così è stato per lui.

Nel 2004 chef Zhang apre alle porte di Padova, a Ponte San Nicolò, il suo ristorante “SINGAPORE”, elegante locale di 60 coperti, dalle pareti rosse e soffitto blu cobalto, arredato con mobili dell’antica Cina, che già si discosta per raffinatezza dall’immagine più dozzinale della Cina diffusa in Italia. La carta qui include 110 piatti di cucina Cantonese, ma comincia ad esserci un pensiero: i primi segnali di evoluzione.

Se la ricerca delle materie prime è molto attenta (dal pesce fresco del mercato ittico di Chioggia al manzo nostrano), le ricette cominciano ad assumere connotazioni definite: Crispy duck, Pollo alla Kung Pao, Noodles saltati alla Singapore. Ed è a Padova che avviene l’incontro con Yike Weng, ristoratore che a Milano gestisce KYOTO, tra i primi giapponesi di successo gestiti da cinesi, e oggi imprenditore e titolare di Dim Sum.

Nel novembre del 2010 insieme a Yike Weng apre dunque a Milano Bon Wei affidando il progetto degli interni e l’immagine del locale all’architetto e designer Carlo Samarati, che nel suo lavoro riesce a trasmettere lo stile di una Cina contemporanea, spogliata di elementi etnici desueti e folkloristici.

Il primo periodo vede i soci impegnati nel far conoscere al pubblico milanese un ristorante di cucina cinese alta, investendo in pubblicità e sin da subito nell’attività di ufficio stampa e relazioni esterne, che ancora oggi appoggia la loro attività. In parallelo le scelte di cucina, premiate dalla segnalazione sulle principali guide, Michelin inclusa: “Grande soddisfazione – spiega oggi Le Zhang – quella di vedere riconosciuta anche in Italia la cucina cinese, e poi che quella cucina fosse la nostra”.

Nel 2014, in preparazione ad EXPO, nasce il pensiero della cucina regionale cinese. In un certo senso l’evoluzione naturale della ristorazione di Bon Wei: se in un primo tempo avevano voluto far capire come anche la cucina cinese fosse in grado di essere alta, trasmesso questo messaggio, hanno lavorato – insieme ad un partner d’eccellenza, la Fondazione Italia Cina – per spiegare che la cucina cinese non è una sola, quella universalmente nota Cantonese, ma esistono le specialità regionali.

Dopo due anni di lavoro sulle singole Regioni Gastronomiche (1 dicembre 2014 – 28 novembre 2016), lo chef studia una Carta con 24 Specialità Regionali, che i clienti troveranno in tavola insieme alla carta classica del ristorante per un totale di circa un centinaio di piatti.